Lo sgommo
Figura che fa della compattezza la sua peculiarità e che si snoda in verticale ricoprendo una striscia stretta ma ben definita della tazza fino a raggiungere il pozzetto come a sottolineare una virtuosa unione tra cielo ed acqua.
Marchino ne è un indiscusso maestro.
Lo sbroffo
Figura eterea che si espande per tutta la superficie della tazza e che abbisogna di una quantità invidiabile di gas motore per raggiungere la sua naturale configurazione.
E' una soluzione per niente affatto semplice da raggiungere senza trabordare dalla tazza stessa. Giovannone ne è indiscusso maestro.
La cornice
Si tratta in questo caso di un lavoro di fino, effettuato con grande perizia in modo da definire un anello ben tracciato sul bordo della tazza con la propria urina.
Nel caso in cui il supporto consista in un'asse appoggiata alla tazza si parla di 'cornice appoggiata'. Quest'ultima è opera effimera in quanto, a fronte di un incauto sollevamento dell'asse medesima, l'opera si disgrega facilmente nell'ambiente circostante.
La gioconda
Figura di contorno formata da caccole estratte durante una seduta e sapientemente apposte sulla parete posteriore in modo da formare una forma autoconsistente.
Con tale materiale i più capaci sono in grado di visualizzare una gioconda.
Il lago di como
E' la figura più semplice e meno impegnativa da realizzare. Basta pisciare con abbondanza fuori dalla tazza e deporre sul pavimento una barchetta di carta appositamente costruita.
La foto ricordo
Figura realizzata da chi vuole lasciare un ricordo di se' difficilmente cancellabile. Spesso appare come un cameo nascosto tra l'attrezzatura del bagno a guisa di caccia al tesoro. Quasi mai l'autore, normalmente persona schiva, si attribuisce la paternità dell'opera.
mercoledì 7 marzo 2012
mercoledì 22 febbraio 2012
defollow you, defollow me
Ecco cosa succede a chi tuitta troppo...
Se non sto attento bene a ponderare le parole, questo post potrebbe divagare verso note polemiche, che voglio evitare il più possibile.
Il soggetto è cosciente dell'emergenza diplomatica che le sue dichiarazioni potrebbero provocare su scala mondiale.
Sappiate innanzitutto che da parecchio tempo mi trovate su Twitter, ovviamente, altrimenti questo post non avrebbe senso.
Il soggetto ci illustra la posizione che ha voluto assumere con molto coraggio e dove si trovava in occasione delle sue dichiarazioni.
Twitter è un social network molto molto semplice, nei suoi concetti base, che permette di rimanere in contatto con la propria rete di amicizie in modo minimale ed efficace. Twitter lo si utilizza mandando semplici messaggi di testo.
Il soggetto si cura di spiegare a degli sprovveduti lettori, ignoranti dei temi informatici, la profonda natura dello strumento denominato "twitter".
Al massimo 140 caratteri. Vi posso assicurare che per uno prolisso come me (almeno in forma scritta) stare dentro questo limite è davvero una tortura!
Il soggetto non lesina i dettagli necessari ad un completa conoscenza dello strumento stesso, rivelandoci quanto per lui risulti limitante imbrigliare il proprio spirito libero ed esuberante all'interno del freddo strumento tecnologico.
Se penso alle persone che mi seguono (followers) e che seguo (following), posso suddividerle in diverse categorie: colleghi, amici di community, developer, appassionati di informatica, aziende, marchi, istitituzioni, amici e parenti...
Il soggetto si spinge a definire una dettagliata ed esaustiva categorizzazione del suo attento seguito.
... persone più di nicchia (giornalisti, per esempio, più altre categorie particolari).
Il soggetto non si scorda neppure delle catergorie meno rappresentate.
Ora, lo dirò una volta soltanto: è impossibile scrivere un tweet che sia interessante per tutti i vostri followers!
Il soggetto sottointende categorie di followers particolari quali, per esempio, gli annusatori di ascelle, gli allevatori di struzzi e gli sviluppatori di fass.
Va bene, probabilmente un castratore di elefanti non sarà mai interessato a leggere i suoi blog ma sarebbe curioso sapere cosa succederebbe ai suoi familiari se egli affrontasse lo spinoso argomento.
E' molto probabile che mia cugina dica: che roba è? E' molto probabile che mia sorella stia male! Farebbe piacere a mio cugino Mattia, ma interesserebbe poco agli altri.
Ed infatti al soggetto risulta cara, anche in questa occasione, l'idea di famiglia alla quale non fa mancare il proprio illuminato pensiero.
Passiamo oltre! Vi siete mai chiesti a cosa servono gli hashtag inseriti in un tweet?
Il soggetto si preoccupa nuovamente di alimentare la sempre più accesa fame di conoscenza da parte dei suoi avidi lettori.
(Ad ogni modo, da parte mia, una volta me lo sono chiesto ma sono passato oltre).
Ora, ficcatevi una cosa di testa oggi e per sempre.
Il soggetto invita ognuno dei propri lettori ad infilarsi di testa all'interno di un contenitore (per esempio un secchiello od uno scatolone dell'ikea) ed a non liberarsene più.
Se scrivo un tweet, a qualcuno serve, punto.
Un'analisi attenta della frase risulta qui piuttosto difficoltosa qualora affrontata con la testa all'interno di un secchiello. Per onore di cronaca sono stati riferiti casi di lettori che, pur non aderendo all'invito del secchiello, hanno incontrato notevoli difficoltà nell'interpretare la parte centrale del periodo (quella compresa tra le due virgole, per intenderci).
Nel “qualcuno” inserisco anche me stesso
Il soggetto minaccia di trasformare il "qualcuno" in un posto assai inospitale.
Se vedete che non vi interessa alcuno dei miei tweet, allora defollowatemi. Non minacciate di farlo. Fatelo!
Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow
Perchè defolloware qualcuno non è maleducazione, è semplicemente una semplice presa di posizione, sincera, schietta e non offensiva: non mi interessa quello che scrivi.
Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow
Ora, per chiudere, mi chiedo un po’ di cose, ma sintetizzo.
Allerta, pericolo rosso, grado 14, portate i vecchi e i bambini al sicuro!
E' perfettamente legittimo twittare un tweet-cronaca #wp7, mentre se twitto sul #TredicesimoApostolo, non dovrebbe andare bene in ugual modo?
Il soggetto legifera di par suo.
Mi piace andare al sodo
Massima allerta! portatevi con estrema sollecitudine in una zona sicura e riparata!
Il Tredicesimo Apostolo” è una fiction italiana in 12 puntate, 6 serate, e credo di aver passato solo le ultime due a twittare pesantemente. Eppure c’è qualcuno di allergico, che minaccia di defollowarmi, come se fosse una condotta negativa di chissà quale rango. Come se fosse una cosa di rilevanza penale, che faccio da un anno, da chissà quanto tempo!
Troppo tardi. Ormai l'avete letto. Il bubbone è scoppiato e da qui non si torna più indietro. Il mondo ora sa e nulla sarà più come prima.
E attenti agli allergici!
A quel qualcuno consiglio di fare un bel GOTO 1 (ovvero: torna alla prima riga di questo post e ricomincia la lettura).
Mah, io lo sconsiglierei, però fate un pò voi. Io farei un bel EXIT SUB. Ma forse, tutto sommato, vale la pena di passare oltre anche solo per gustarsi la frase del mese (ta-da-daaa):
SE TWITTO IN QUEL MODO UN MOTIVO C’E'
!!!!!!!!!!!
E quello stile mi ha permesso di conoscere nuove persone (almeno digitalmente, per ora)
Implicitamente il soggetto si auspica di essere più fortunato in futuro ed incontrare la sua anima gemella in carne ed ossa. Quei byte li racchiusi nell'angolo sporco dell'hard disk sono forse diventati troppo albuminosi?
E soprattutto come io non mi metto a discutere quali sono i vostri tweet, come tweetate e con chi lo fate, per favore, non fatelo con me.
Il soggetto si lancia in una serie imperessionante di figure retoriche letterarie, forse per richiamare l'attenzione dei lettori culturalmente più esigenti? Scorgo addirittura, ma non ne sono sicuro, un doppio anacoluto incrociato: roba da palati fini.
Farò lo stesso tipo di cronaca, chiamiamola così
Non pago della precedente elevatissima citazione letteraria, il soggetto ci impone, seppure con garbo, una nuovo dominio terminologico.
Ovvio che certe cose sono più leggere e richiedono meno attenzione – e soprattutto in TV c’è anche la pubblicità, che è stata messa lì apposta. Forse.
Il soggetto sottolinea ciò che ovvio non è davvero in un sottile ed intricato giuoco di rimandi in perpetuo bilico tra dubbio e certezza. Ed in ciò si fa strada con grande determinazione la feroce critica nei confronti del mezzo tecnologico (qui impersonato dall'apparecchio televisivo) usato da parte dei poteri forti al fine di annichilire le coscienze sociali.
Insomma…non vi piaccio? Defollowate senza minacciare!!
Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow.
Solo una cosa non capisco: perchè si dovrebbe defolloware senza minacciare e non viceversa? che è sicuramente più divertente.
Se non sto attento bene a ponderare le parole, questo post potrebbe divagare verso note polemiche, che voglio evitare il più possibile.
Il soggetto è cosciente dell'emergenza diplomatica che le sue dichiarazioni potrebbero provocare su scala mondiale.
Sappiate innanzitutto che da parecchio tempo mi trovate su Twitter, ovviamente, altrimenti questo post non avrebbe senso.
Il soggetto ci illustra la posizione che ha voluto assumere con molto coraggio e dove si trovava in occasione delle sue dichiarazioni.
Twitter è un social network molto molto semplice, nei suoi concetti base, che permette di rimanere in contatto con la propria rete di amicizie in modo minimale ed efficace. Twitter lo si utilizza mandando semplici messaggi di testo.
Il soggetto si cura di spiegare a degli sprovveduti lettori, ignoranti dei temi informatici, la profonda natura dello strumento denominato "twitter".
Al massimo 140 caratteri. Vi posso assicurare che per uno prolisso come me (almeno in forma scritta) stare dentro questo limite è davvero una tortura!
Il soggetto non lesina i dettagli necessari ad un completa conoscenza dello strumento stesso, rivelandoci quanto per lui risulti limitante imbrigliare il proprio spirito libero ed esuberante all'interno del freddo strumento tecnologico.
Se penso alle persone che mi seguono (followers) e che seguo (following), posso suddividerle in diverse categorie: colleghi, amici di community, developer, appassionati di informatica, aziende, marchi, istitituzioni, amici e parenti...
Il soggetto si spinge a definire una dettagliata ed esaustiva categorizzazione del suo attento seguito.
... persone più di nicchia (giornalisti, per esempio, più altre categorie particolari).
Il soggetto non si scorda neppure delle catergorie meno rappresentate.
Ora, lo dirò una volta soltanto: è impossibile scrivere un tweet che sia interessante per tutti i vostri followers!
Il soggetto sottointende categorie di followers particolari quali, per esempio, gli annusatori di ascelle, gli allevatori di struzzi e gli sviluppatori di fass.
Va bene, probabilmente un castratore di elefanti non sarà mai interessato a leggere i suoi blog ma sarebbe curioso sapere cosa succederebbe ai suoi familiari se egli affrontasse lo spinoso argomento.
E' molto probabile che mia cugina dica: che roba è? E' molto probabile che mia sorella stia male! Farebbe piacere a mio cugino Mattia, ma interesserebbe poco agli altri.
Ed infatti al soggetto risulta cara, anche in questa occasione, l'idea di famiglia alla quale non fa mancare il proprio illuminato pensiero.
Passiamo oltre! Vi siete mai chiesti a cosa servono gli hashtag inseriti in un tweet?
Il soggetto si preoccupa nuovamente di alimentare la sempre più accesa fame di conoscenza da parte dei suoi avidi lettori.
(Ad ogni modo, da parte mia, una volta me lo sono chiesto ma sono passato oltre).
Ora, ficcatevi una cosa di testa oggi e per sempre.
Il soggetto invita ognuno dei propri lettori ad infilarsi di testa all'interno di un contenitore (per esempio un secchiello od uno scatolone dell'ikea) ed a non liberarsene più.
Se scrivo un tweet, a qualcuno serve, punto.
Un'analisi attenta della frase risulta qui piuttosto difficoltosa qualora affrontata con la testa all'interno di un secchiello. Per onore di cronaca sono stati riferiti casi di lettori che, pur non aderendo all'invito del secchiello, hanno incontrato notevoli difficoltà nell'interpretare la parte centrale del periodo (quella compresa tra le due virgole, per intenderci).
Nel “qualcuno” inserisco anche me stesso
Il soggetto minaccia di trasformare il "qualcuno" in un posto assai inospitale.
Se vedete che non vi interessa alcuno dei miei tweet, allora defollowatemi. Non minacciate di farlo. Fatelo!
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Il Tredicesimo Apostolo” è una fiction italiana in 12 puntate, 6 serate, e credo di aver passato solo le ultime due a twittare pesantemente. Eppure c’è qualcuno di allergico, che minaccia di defollowarmi, come se fosse una condotta negativa di chissà quale rango. Come se fosse una cosa di rilevanza penale, che faccio da un anno, da chissà quanto tempo!
Troppo tardi. Ormai l'avete letto. Il bubbone è scoppiato e da qui non si torna più indietro. Il mondo ora sa e nulla sarà più come prima.
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A quel qualcuno consiglio di fare un bel GOTO 1 (ovvero: torna alla prima riga di questo post e ricomincia la lettura).
Mah, io lo sconsiglierei, però fate un pò voi. Io farei un bel EXIT SUB. Ma forse, tutto sommato, vale la pena di passare oltre anche solo per gustarsi la frase del mese (ta-da-daaa):
SE TWITTO IN QUEL MODO UN MOTIVO C’E'
!!!!!!!!!!!
E quello stile mi ha permesso di conoscere nuove persone (almeno digitalmente, per ora)
Implicitamente il soggetto si auspica di essere più fortunato in futuro ed incontrare la sua anima gemella in carne ed ossa. Quei byte li racchiusi nell'angolo sporco dell'hard disk sono forse diventati troppo albuminosi?
E soprattutto come io non mi metto a discutere quali sono i vostri tweet, come tweetate e con chi lo fate, per favore, non fatelo con me.
Il soggetto si lancia in una serie imperessionante di figure retoriche letterarie, forse per richiamare l'attenzione dei lettori culturalmente più esigenti? Scorgo addirittura, ma non ne sono sicuro, un doppio anacoluto incrociato: roba da palati fini.
Farò lo stesso tipo di cronaca, chiamiamola così
Non pago della precedente elevatissima citazione letteraria, il soggetto ci impone, seppure con garbo, una nuovo dominio terminologico.
Ovvio che certe cose sono più leggere e richiedono meno attenzione – e soprattutto in TV c’è anche la pubblicità, che è stata messa lì apposta. Forse.
Il soggetto sottolinea ciò che ovvio non è davvero in un sottile ed intricato giuoco di rimandi in perpetuo bilico tra dubbio e certezza. Ed in ciò si fa strada con grande determinazione la feroce critica nei confronti del mezzo tecnologico (qui impersonato dall'apparecchio televisivo) usato da parte dei poteri forti al fine di annichilire le coscienze sociali.
Insomma…non vi piaccio? Defollowate senza minacciare!!
Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow, Defollow.
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mercoledì 16 novembre 2011
Le mie punizioni
Finalmente l'ho capito.
E' noto che ogni essere umano, nel corso della propria vita, debba espiare delle colpe inflittegli all'interno di un piano tanto crudele quanto insondabile.
Ma talvolta ci pare di scorgere un barlume di significato in ciò che ci accade nostro malgrado.
Per esempio il fatto che lo scroscio sia costretto ad assistere ad interminabili ore del "pallosissimo" paolini assume un evidente significato di pena per contrappasso.
E il fatto che il volo sia comasco discende come giusta punizione proprio dal fatto di essere comasco; insomma, un ciclo virtuoso di punizione iterativa.
Finalmente ho capito che le punizioni alle mie colpe sono i consulenti con cui ho avuto il piacere di lavorare ma ancora non riesco a ricondurle ad un motivo valido:
1. l'uomo dalle tre righe di codice giornaliere per contratto...e tutte scritte male.
2. l'uomo che conosce maven perchè una volta aveva visto qualcuno usarlo e che ogni tanto non si capiva bene cosa diceva.
3. colei che picchiava i pugni sul tavolo imprecando per dio!
4. il comasco quattrocchi che è riuscito in mezza giornata a distruggere una settimana di lavoro del punto n.3 (uno dei miei fiori all'occhiello!).
5. l'uomo misterioso che dopo mezza giornata in nostra compagnia ha pensato di rinchiudersi in un monastero buddista.
6. pontifex: la suprema punizione divina.
Potete aiutarmi a capire cosa ho fatto di male?
E' noto che ogni essere umano, nel corso della propria vita, debba espiare delle colpe inflittegli all'interno di un piano tanto crudele quanto insondabile.
Ma talvolta ci pare di scorgere un barlume di significato in ciò che ci accade nostro malgrado.
Per esempio il fatto che lo scroscio sia costretto ad assistere ad interminabili ore del "pallosissimo" paolini assume un evidente significato di pena per contrappasso.
E il fatto che il volo sia comasco discende come giusta punizione proprio dal fatto di essere comasco; insomma, un ciclo virtuoso di punizione iterativa.
Finalmente ho capito che le punizioni alle mie colpe sono i consulenti con cui ho avuto il piacere di lavorare ma ancora non riesco a ricondurle ad un motivo valido:
1. l'uomo dalle tre righe di codice giornaliere per contratto...e tutte scritte male.
2. l'uomo che conosce maven perchè una volta aveva visto qualcuno usarlo e che ogni tanto non si capiva bene cosa diceva.
3. colei che picchiava i pugni sul tavolo imprecando per dio!
4. il comasco quattrocchi che è riuscito in mezza giornata a distruggere una settimana di lavoro del punto n.3 (uno dei miei fiori all'occhiello!).
5. l'uomo misterioso che dopo mezza giornata in nostra compagnia ha pensato di rinchiudersi in un monastero buddista.
6. pontifex: la suprema punizione divina.
Potete aiutarmi a capire cosa ho fatto di male?
ci mancherai nello
nello,
ci mancheranno sopra ogni altra cosa la tua capacità ed il tuo spessore
espressi in litri ed in centimetri.
con affetto.
ci mancheranno sopra ogni altra cosa la tua capacità ed il tuo spessore
espressi in litri ed in centimetri.
con affetto.
lunedì 7 novembre 2011
QUI PORNO SESSO
Ok. Il titolo serve solo ad attirare i soliti maialoni come voi, ma se farete i bravi alla fine vi indicherò qualcosa di assai allettante (yum!).
E' giunto finalmente l'evento ricorrente dell'anno che tutti noi aspettavamo: il natale? il derby della madonnina? il colpo dell'imperatore alla macchinetta del caffè? Acqua!
Siamo qui tutti riuniti .... blablabla ... ma chi non era riunito o stava dormendo o semplicemente non ha preso appunti come me, non disperi: sono qui per raccontarglielo!
Pronti...via! con un introduttorio "devo ancora sintonizzarmi". E compare imponente sul nitido schermo informatore una autochiarificatrice fotocopia storta. E scopriamo che è un po' come il primo cent di zio paperone. Ciò che tutti noi dovremmo adorare come divinità fondatrice. Un totem cartaceo. Io il mio totem cartaceo lo costruisco in bagno con un'invidiabile collezione di rotoli multicolore.
Sull'ebit percepisco un sussulto di scroscio che grugnisce eccitato all'idea di un così brillante risultato ed in rapida sequenza incassiamo una bella doppietta di performato seguiti a ruota da altrettanti overperformato.
La mia consueta ammirazione sconfina quasi nell'estasi durante un efficientamento con applauso in contumacia: la mia perversa immaginazione non avrebbe saputo fare di meglio. E comunque il package è chiaro a tutti (e scroscio si controlla orgoglioso le intime parti). E menomale che è chiaro perchè un altro pistolotto uguale non so proprio se l'avrei retto.
Si scopre che qualcuno necessita di un corso di fotografia solo perchè i soggetti delle foto fanno palesemente schifo. Ci raccontano che tra i grandi successi ottenuti quest'anno finalmente il paziente può godere di ogni sorta di facilitazione tecnologica presso il proprio letto: finalmente potremo masturbarci anche in un letto di ospedale disponendo di tutti i porno che desideriamo.
Finora tutto chiaro, no? Ma quando ho appreso che il nuovo ha remato con un'induction sulle spalle, ammetto che mi sono sentito un pò confuso. Sulle spalle, di solito, io ci porto una scimmia.
Volano alte le grandi opere: megaprogetti di 6 risorse per il payroll: due coppie persona + scimma sulle spalle, un lavavetri ed il nuovo che sulle spalle si porta l'induction.
Aumentiamo il livello di coinvolgimento: il che significa che presto saremo tutti coinvolti nella ricerca di un nuovo lavoro.
E finalmente si parla del blog!
E finalmente so cos'è un tag: cosa utile da spiegare ad una massa di caproni come noi.
E finalmente arriva la battuta dell'anno: la nostra è un'azienda di persone. No, aspettate, avete capito benissimo: di PERSONE, P E R S O N E E E E E E ! A me fa ridere ogni volta che ci ripenso.
E poi ci sono state altre imperdibili pillole: il signore dei rutti che tenta di mimetizzarsi con la parete, citazioni dell'inflazionato Einstein (poi mi spiegate chi è questo ainstain), il miglior dipendente del mese come da macdonald, senza puzza di fritto ma con la puzza di ascella, emergere dal mucchio (di P E R S O N E ?????????????? mi viene un dubbio), competenze verticali (nello docet!) ed un grande bocca in lupo alle prossime certificazioni, soprattutto a quelle sap.
Solo a quelle sap, direi io.
Dimenticavo, vi avevo promesso un link piccante: maialone in calore
E' giunto finalmente l'evento ricorrente dell'anno che tutti noi aspettavamo: il natale? il derby della madonnina? il colpo dell'imperatore alla macchinetta del caffè? Acqua!
Siamo qui tutti riuniti .... blablabla ... ma chi non era riunito o stava dormendo o semplicemente non ha preso appunti come me, non disperi: sono qui per raccontarglielo!
Pronti...via! con un introduttorio "devo ancora sintonizzarmi". E compare imponente sul nitido schermo informatore una autochiarificatrice fotocopia storta. E scopriamo che è un po' come il primo cent di zio paperone. Ciò che tutti noi dovremmo adorare come divinità fondatrice. Un totem cartaceo. Io il mio totem cartaceo lo costruisco in bagno con un'invidiabile collezione di rotoli multicolore.
Sull'ebit percepisco un sussulto di scroscio che grugnisce eccitato all'idea di un così brillante risultato ed in rapida sequenza incassiamo una bella doppietta di performato seguiti a ruota da altrettanti overperformato.
La mia consueta ammirazione sconfina quasi nell'estasi durante un efficientamento con applauso in contumacia: la mia perversa immaginazione non avrebbe saputo fare di meglio. E comunque il package è chiaro a tutti (e scroscio si controlla orgoglioso le intime parti). E menomale che è chiaro perchè un altro pistolotto uguale non so proprio se l'avrei retto.
Si scopre che qualcuno necessita di un corso di fotografia solo perchè i soggetti delle foto fanno palesemente schifo. Ci raccontano che tra i grandi successi ottenuti quest'anno finalmente il paziente può godere di ogni sorta di facilitazione tecnologica presso il proprio letto: finalmente potremo masturbarci anche in un letto di ospedale disponendo di tutti i porno che desideriamo.
Finora tutto chiaro, no? Ma quando ho appreso che il nuovo ha remato con un'induction sulle spalle, ammetto che mi sono sentito un pò confuso. Sulle spalle, di solito, io ci porto una scimmia.
Volano alte le grandi opere: megaprogetti di 6 risorse per il payroll: due coppie persona + scimma sulle spalle, un lavavetri ed il nuovo che sulle spalle si porta l'induction.
Aumentiamo il livello di coinvolgimento: il che significa che presto saremo tutti coinvolti nella ricerca di un nuovo lavoro.
E finalmente si parla del blog!
E finalmente so cos'è un tag: cosa utile da spiegare ad una massa di caproni come noi.
E finalmente arriva la battuta dell'anno: la nostra è un'azienda di persone. No, aspettate, avete capito benissimo: di PERSONE, P E R S O N E E E E E E ! A me fa ridere ogni volta che ci ripenso.
E poi ci sono state altre imperdibili pillole: il signore dei rutti che tenta di mimetizzarsi con la parete, citazioni dell'inflazionato Einstein (poi mi spiegate chi è questo ainstain), il miglior dipendente del mese come da macdonald, senza puzza di fritto ma con la puzza di ascella, emergere dal mucchio (di P E R S O N E ?????????????? mi viene un dubbio), competenze verticali (nello docet!) ed un grande bocca in lupo alle prossime certificazioni, soprattutto a quelle sap.
Solo a quelle sap, direi io.
Dimenticavo, vi avevo promesso un link piccante: maialone in calore
martedì 20 settembre 2011
La matematica del nello
Postulato:
La matematica del nello è basata su insieme di numeri detti "irritanti". Ogni numero irritante è talmente grande da non poter neanche essere immaginato e se ci si prova ci si irrita.
Un famoso matematico contemporaneo ha affermato di essere riuscito ad individuarne almeno uno ma da allora non ha più ritrovato la strada di casa e sempre più spesso viene sorpreso a tracciare con il getto d'urina i contorni della propria ombra.
Operazioni:
Un numero irritante può essere solo elevato a potenza con altri numeri dello stesso tipo. in ogni caso il risultato è sempre più irritante.
Lo zero è bandito da questo tipo di matematica e di conseguenza dallo stesso nello.
Se nello ha solo il vago sospetto di avere a che fare con un numero non irritante, allora si volta arrogantemente dall'altra parte.
Teorema del limite irritante:
Dato un numero irritante y (per y che tende a qualsiasi cosa che sia animale, vegetale o minerale), il lim (y/0) tende ad un numero detto "inconcepibile" che è superiore a qualsiasi ordine di infinito conosciuto sulla terra, su boreth dei klingon e sul pianeta delle scimmie.
Teorema del minimo:
Dati due elementi di sesso femminile, a nello comunque non sono mai sufficienti.
Teorema del valor medio:
Dati tre elementi di sesso femminile, nello si accoppierà almeno con due di essi per volta stando in mezzo.
Lemma:
Nello si accoppia un numero irritante di volte alla settimana.
Gli spazi metrici di nello:
Con la sua sola presenza nello individua uno spazio metrico definito "spazio del benessere".
In tale spazio la distanza è definita come il raggio minimo della circonferenza avente centro in nello, dentro la quale ti va tutto bene.
Se per esempio sto camminando perso nella mia triste vita ed a un certo punto mi rendo improvvisamente conto che sta per andarmi tutto bene, ecco, la distanza che mi separa da nello in quel momento è esattamente un "nello".
Tipica frase di chi sta per avere una buona notizia: "sono a un paio di nello dal paradiso!"
La matematica del nello è basata su insieme di numeri detti "irritanti". Ogni numero irritante è talmente grande da non poter neanche essere immaginato e se ci si prova ci si irrita.
Un famoso matematico contemporaneo ha affermato di essere riuscito ad individuarne almeno uno ma da allora non ha più ritrovato la strada di casa e sempre più spesso viene sorpreso a tracciare con il getto d'urina i contorni della propria ombra.
Operazioni:
Un numero irritante può essere solo elevato a potenza con altri numeri dello stesso tipo. in ogni caso il risultato è sempre più irritante.
Lo zero è bandito da questo tipo di matematica e di conseguenza dallo stesso nello.
Se nello ha solo il vago sospetto di avere a che fare con un numero non irritante, allora si volta arrogantemente dall'altra parte.
Teorema del limite irritante:
Dato un numero irritante y (per y che tende a qualsiasi cosa che sia animale, vegetale o minerale), il lim (y/0) tende ad un numero detto "inconcepibile" che è superiore a qualsiasi ordine di infinito conosciuto sulla terra, su boreth dei klingon e sul pianeta delle scimmie.
Teorema del minimo:
Dati due elementi di sesso femminile, a nello comunque non sono mai sufficienti.
Teorema del valor medio:
Dati tre elementi di sesso femminile, nello si accoppierà almeno con due di essi per volta stando in mezzo.
Lemma:
Nello si accoppia un numero irritante di volte alla settimana.
Gli spazi metrici di nello:
Con la sua sola presenza nello individua uno spazio metrico definito "spazio del benessere".
In tale spazio la distanza è definita come il raggio minimo della circonferenza avente centro in nello, dentro la quale ti va tutto bene.
Se per esempio sto camminando perso nella mia triste vita ed a un certo punto mi rendo improvvisamente conto che sta per andarmi tutto bene, ecco, la distanza che mi separa da nello in quel momento è esattamente un "nello".
Tipica frase di chi sta per avere una buona notizia: "sono a un paio di nello dal paradiso!"
giovedì 25 agosto 2011
Associa i superpoteri
Ok. Ecco un nuovo giochino per l'estate.
Viene fornito un elenco di nomi noti ai più ed un elenco di superpoteri che solo superuomini (e superdonne) quali quelli elencati possono sfoggiare con super-arroganza.
Associate correttamente le voci e poi andate a farvi una bella birra fresca che ve la meritate.
Matteo C. L'onda ipersonica fracassamaroni. Agisce in coppia con il fratello che prevede il futuro in un cappello irremediabilmente incastratogli sulla testa
Stefano V. L'invisibilità (a fronte di un'attività lavorativa)
Marco P. La metamorfosi in un branco di misultin
Marco S. La capacità di teletrasportarsi con facebook
Nello S. La petosimbiosi
Matteo R. L'alfasimbiosi
Mamaur O. La pesosimbiosi
Sergio M. La superprestanzaarrogante
Fabio F. L'alta resistenza alle più alte altitudini alte
Nadia Boh. La capacità di invecchiare a comando
Angelo R. Il potere di inventare sempre nuovi tonanti epiteti
Pietro G. La capacità di far lavorare anche i sassi
Igogo R. La repellenza alla figa
Canu R. La capacità di trasformare il lago di como in un parcheggio per auto schioccando le dita dei piedi.
Viene fornito un elenco di nomi noti ai più ed un elenco di superpoteri che solo superuomini (e superdonne) quali quelli elencati possono sfoggiare con super-arroganza.
Associate correttamente le voci e poi andate a farvi una bella birra fresca che ve la meritate.
Matteo C. L'onda ipersonica fracassamaroni. Agisce in coppia con il fratello che prevede il futuro in un cappello irremediabilmente incastratogli sulla testa
Stefano V. L'invisibilità (a fronte di un'attività lavorativa)
Marco P. La metamorfosi in un branco di misultin
Marco S. La capacità di teletrasportarsi con facebook
Nello S. La petosimbiosi
Matteo R. L'alfasimbiosi
Mamaur O. La pesosimbiosi
Sergio M. La superprestanzaarrogante
Fabio F. L'alta resistenza alle più alte altitudini alte
Nadia Boh. La capacità di invecchiare a comando
Angelo R. Il potere di inventare sempre nuovi tonanti epiteti
Pietro G. La capacità di far lavorare anche i sassi
Igogo R. La repellenza alla figa
Canu R. La capacità di trasformare il lago di como in un parcheggio per auto schioccando le dita dei piedi.
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